sabato 19 dicembre 2009

Tu sei blu



Ikea, interno giorno, sabato mattina, - 3 fuori + 3 dentro, tutta intirizzita sto perdendo tempo scegliendo 5 regali per la Befana tutti uguali, disponibili in 3 colori (non è il quesito con la Susi, è un post con forti risvolti psichici). Mi sento dire: "prendine un paio per colore e poi lascia fare alla sorte". Checosachecosachecosa? ma scherziamo? ogni persona ha un colore, un colore e una sfumatura ben definita, una cosa che si porta dietro come il nome: mia mamma è beige, mio papà marrone corteccia, la mia miglior amica rosa, io sono bianca un po' glitterata, anche il mio gatto è bianco (e si vede). Da cosa dipenda non lo so, circostanze, ho avuto una relazione lunghissima con un verde militare e quel pover uomo per anni e anni si è visto regalare solo verde militare, a forma di pantaloni, camicie, magliette, scarpe. La dolce E. , visto che era una delle poche bionde del gruppo di bambine, è sempre stata associata alla leggenda che le bionde stan bene in azzurro e giù di regali azzurri, tutte le altre rosa e lei vittima di quella sfumatura chimica del celeste degli anni '80. E' tuttora bionda e per me ancora tragicamente azzurra. Alché il mio accompagnatore mi ha fatto l'inevitabile domanda: "io di che colore sono?" "Tu sei blu!", mi è parso il più bel complimento che abbia mai fatto a qualcuno.

mercoledì 23 settembre 2009

Dedicato ad un collaboratore speciale

Maledetti voi e le vostre lingue, oppressi dalle vostre misere vite e dalla scarsa astuzia, mignotte della sedia sicura sulla quale tenere le terga bene ancorate e nulla più; maledetti voi e le vostre invidie per quello a cui non saprete mai arrivare, strozzati dalle vostre minacce velate, forti delle vostre spalle coperte dallo stesso nulla di cui siete fatti e in cui credete, parassiti di quel sistema che avete creato a vostra immagine e che vi ingoierà e celebrerà con un fragoroso rutto. Per non soffocare non potete fare a meno di traboccare liquame dal tanto ne siete pieni, di quello e delle vostre inconfessabili perversioni, della vostra pochezza che vi ostinate a non vedere, così come siete ciechi davanti alla vostra incrollabile imbecillità. Affannatevi nelle sabbie mobili della falsità, dell'ignoranza e dell'ingratitudine, si, perché è lì dentro che siete, insieme ai vostri complotti e a quelle alleanze tra disadattati per affinità di idiozia. A voi, stormo di poveri inconsapevoli incapaci, auguro di trovare sempre, eternamente, ovunque andiate, qualcuno come voi.

sabato 12 settembre 2009

Alle dame del castello... (seconda puntata)


Allento la suspence e vado con la seconda (e ultima) puntata.
Dall'alto si può ammirare lo Chateau de la Bourdaisiere, che è anche un albergo, vi ho dormito, direi che ne vale la pena anche perché non costa molto, i fantasmi non disturbano troppo (ma ci sono, ne sono sicura) e la mattina, se il principe non è nei paraggi, si può fare un giro nell'orto per assaggiare i lamponi bianchi, il basilico viola e i pomodori gialli, bordeaux e verdi, di questi ultimi dicono che ce ne siano 650 varietà, dicono...

Ancora qualche chilometro ed ecco il castello di Blois, a Blois, appunto (la foto non c'è). Fuori non ha la forma letteraria del castello, è nel centro della città, ma dentro è veramente regale, il più regale di tutti e la sala degli Stati Generali con il soffitto a gigli dorati è favolosa.

Segue il castello di Amboise nel quale pare ne siano successe tante e brutte, anche questo è incastrato nel centro abitato e contiene la tomba di Leonardo da Vinci (le spoglie però non ci sono più). Da fuori mi ha ispirato poco per cui non sono entrata, ho fatto un giro in paese e mi sono presa un gelato.

Un po' più in là c'è il castello di Chaumont di proprietà dello Stato francese dopo essere stato privato fino al 1938, data in cui è stato pulito per l'ultima volta, se qualcuno cerca lavoro si presenti all'ingresso con stracci e qualche litro di Sidol, ne avrà per qualche anno. Per il resto bello, niente da dire: tetti aguzzi e la passerella d'ingresso (panoramica) più lunga e salitosa del mondo, una volta in cima ci si può riprendere su comode e curiose doppiepolotrone di vimini.

Last but not least il castello di Chambord (e non Chambrod come ho detto fino all'altro giorno), il più grande di tutti. In sostanza è un gigantesco labirinto, almeno per me che difetto totalmente di senso dell'orientamento, ruota intorno ad una scala a doppia elica fatta probabilmente su disegno del Signor Da Vinci già nominato, costruita in modo che chi sale non possa incontrare chi scende e viceversa, ovvio. Disorientante. Esteticamente è spoglio ma veramente imponente.

I castelli sono finiti ma passando di là consiglio una colazione o una merendina al sacco nei giardini del castello di Fontainebleau, ne vale la pena, fidatevi.




martedì 8 settembre 2009

Alle dame del castello... (prima puntata)





Faccio anche io un post o due (semi)utili per piccoli viaggiatori, una cosina veloce.
Ho viso i castelli della Loira e li racconto, da dove cominciamo? Dal primo.
Ci sono capitata per caso uno dei motivi per cui non mi ricordo come si chiama... però aveva tutta un'aria di cavalli e caccia alla volpe ed era carino per cui l'ho messo lì lo stesso.

Il secondo è lo Chateau d'Ussé, è uno dei dodicimilacinquecentocinquanta castelli che dicono abbia ispirato La Bella Addormentata a Perrault, che facilmente invece si è ispirato alla sua vicina di casa di Parigi, ma comunque ci sta, è proprio il castello delle fiabe, dicono che dentro non sia granché e 13 euro di biglietto sono un vero furto, per cui non sono entrata.

Il terzo risponde al nome di Azay le Rideau, ha una bella forma e visto così sembra proprio sospeso nell'acqua (che a tratti somiglia alla palude di Shrek), dentro è... normale.

Il quarto, Villandry, toglie il fiato, non tanto il castello in sé quanto il giardino, che alla fine non è un vero e proprio giardino ma un magnifico, rigogliosissimo, coloratissimo, favoloso orto curato da una decina di giardinieri/agronomi e da un team di estetiste esperte visto che non ha un fogliolina fuori posto. Ci coltivano ogni bendiddio e torni con la voglia di farti una pergola d'uva moscata sul balcone e di piantare le zucche di Halloween nella vasca da bagno (ad avercela).

Proseguendo in ordine lungo il fiume è la volta di Chenonceau che ha la forma di un ponte sullo Cher, è suggestivo sia dentro che fuori e si vede proprio il tocco femminile delle due inquiline principali: Caterina de Medici e Diana di Poitiers che negli anni si sono scambiate castelli, mariti e tendine con immenso buon gusto.

Fine della prima puntata.

lunedì 17 agosto 2009

e Mac fu!