lunedì 7 luglio 2008

Gratitudine


Gentile e distratta inquilina dell'interno 3,

Le scrivo col cuore e con tutte le spine in mano non trovando altro modo per ringraziarla della comprensione dimostratami.
Sono arrivata in casa Sua lo scorso anno, insignificante, decisamente scontrosa nel mio vaso scrostato e con un brutto bocciolo allungato che pareva la testa di un piccolo avvoltoio. Chi mi ha condotto a Lei si vantava di quella specie di fiore che a quanto pare sarebbe dovuto sbocciare solitario una volta ogni 2 anni... ma solo se avesse avuto fortuna e tenacia, nel frattempo si consigliava molto sole e poca acqua... tzé!
Anche io all'inzio ero un po'diffidiente su quel balcone esposto a nord e battutto dalla pioggia torrenziale, anche se la vista era decisamente bella.
Quanto sono stata vittima dei pregiudizi e delle incomprensioni e quanto ci ha visto lungo Lei, cara la mia Signora, senza saperlo aspettavo da anni un filo d'ombra e qualcosa per dissetarmi costantemente, spero che questa fioritura le basti per dimostrare la mia infinita e sempiterna gratitudine.
Nella speranza di poter rimanere il più a lungo possibile appesa quassù,
La ringrazio sentitamente.

Signora Cactus

Meditate gente, meditate... (R. Arbore)

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