domenica 30 novembre 2008

Stoccolma, andata e ritorno



Avevo voglia di vedere nevicare, una volta partita ho saputo che me ne sarei potuta stare a casa perchè la neve è scesa anche qui ma, diciamocelo, lassù è tutta un'altra cosa.
Ce l'ho fatta: qualche gelone si, ma sono sopravvissuta a quello che chiamano "un freddo diverso" (diverso da che io non l'ho ancora capito). Non potrei vivere a quella latitudine ma se Stoccolma si spostasse in giù di qualche grado mi troverei bene nei panni (o negli stivali col pelo) di una stoccolmicese (stoccolmese, stoccolmina, estolmese, stoccolmitana... boh?). A parte che son belle, beate loro, in più possono scegliersi fidanzati belli come loro e non è male. Io sono attratta dall'uomo fondamentalmente bruttarello e un po'nano però... una volta nella vita...
Vestirei sempre H&M perchè non c'è altro e non noterei la differenza da ora, arrederei solo Ikea, anche qui tutto come al solito, mangerei aringhe marinate, buone ma pesantine e spalmerei con la cazzuola il burro morbido sul pane ai cereali (bbbbono!). Non parlerò della kanelbulle perchè non ci sono parole per descriverla.
Si aggiunga che non è da sottovaltuare il fatto che nessuno strombazza per strada, la corriera parte sempre in orario e soprattutto arriva sempre in orario, anche in mezzo ad una bufera di neve, se la metropolitana chiude le porte nessuno miagola grattando sul vetro o implora all'autista del tram "perpiacere perpiacere fammi salire che se arrivo a casa prima faccio in tempo a dar da bere ai muschi e licheni sul balcone", no no, si aspetta la prossima corsa e le piante si bagnano dopo, colpa tua che hai fatto tardi.
Si aggiunga anche una domanda... ma 'sti Svedesi non si rilassano mai?

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