Ho già detto che non sono social?
Più va avanti il tempo e più vado peggiorando, son magagne che cerchi di nascondere per anni ma poi non ci se la fa più, la gente se ne accorge e al lavoro pure (e la cosa crea non pochi problemi), come la spieghi?
I sintomi si moltiplicano:
aspetto che il distributore chiuda per fare rifornimento e relazionarmi solo con la colonnina del self-service (peculiarità già condivisa con altra signorina molto più blogger di me);
risolvo qualsiasi problema lavorativo con il manuale o la circolare invece che chiamare l'ufficio competente (e per questo mi adorano);
sia lodata l'invenzione delle casse fai da te all'impermercato e dei distributori del latte.
Mando mail a chicchessia piuttosto che telefonare, anche alla cliente novantenne che la faccio sentire gggiovane;
non riesco più ad entrare in uno di quei negozi nei quali ti assale la commessa, frequento solo grandi magazzini pieni di commesse 20x20x20 (20 anni, 20kg, 1m e 20 di altezza) con l'aria tra l'indaffarato e lo scocciato che sembrano nemmeno vederti, con me è la strategia di marketing vincente;
ho staggato (si dirà così?) tutte le foto di gruppo pubbliche nelle quali c'ero anch'io, mi dispiace per chi le ha pazientemente etichettate ma vedere la mia faccia e il mio nome insieme mi provoca un po'di ansia.
Non ho la cassetta della posta nè il nome sul campanello, non è snobismo.
Dopo anni di ricaricabile non sapevo che il servizio clienti per gli abbonamenti del cellulare non avesse le musichine e la vocina registrata ma rispondesse direttamente qualcuno "di persona personalmente", mi scuso pubblicamente con la signorina dell'altro giorno ma ho dovuto mettere giù tanto è stato lo choc... ah, anzi, se mi sta leggendo (figuriamoci) le chiedo una cosa: "Nunzia, mi dici per favore cosa devo fare per avere la vocina registrata che dà i numeri? Niente di personale neh ma preferisco così, così non ti devo più distrubare (nè richiamare), grazie."
giovedì 2 aprile 2009
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