mercoledì 23 settembre 2009

Dedicato ad un collaboratore speciale

Maledetti voi e le vostre lingue, oppressi dalle vostre misere vite e dalla scarsa astuzia, mignotte della sedia sicura sulla quale tenere le terga bene ancorate e nulla più; maledetti voi e le vostre invidie per quello a cui non saprete mai arrivare, strozzati dalle vostre minacce velate, forti delle vostre spalle coperte dallo stesso nulla di cui siete fatti e in cui credete, parassiti di quel sistema che avete creato a vostra immagine e che vi ingoierà e celebrerà con un fragoroso rutto. Per non soffocare non potete fare a meno di traboccare liquame dal tanto ne siete pieni, di quello e delle vostre inconfessabili perversioni, della vostra pochezza che vi ostinate a non vedere, così come siete ciechi davanti alla vostra incrollabile imbecillità. Affannatevi nelle sabbie mobili della falsità, dell'ignoranza e dell'ingratitudine, si, perché è lì dentro che siete, insieme ai vostri complotti e a quelle alleanze tra disadattati per affinità di idiozia. A voi, stormo di poveri inconsapevoli incapaci, auguro di trovare sempre, eternamente, ovunque andiate, qualcuno come voi.

2 commenti:

lapaoly ha detto...

Spero di non averti mai come nemica, mi fai paura ;-). Cus'è suces?

ellelle ha detto...

la risposta sugli schermi di gmail